Intervista a CRISTINA FAIT - coreografa delle medie "Damiano Chiesa", vincitrici delle Olimpiadi della Danza

Cristina FaitDomenica 13 marzo la scuola media "Damiano Chiesa" di Rovereto ha vinto, per il secondo anno consecutivo, l'11^ edizione delle Olimpiadi della Danza per la scuola. I ragazzi si sono così guadagnati la possibilità di partecipare alle finali nazionali a Bologna.
A guidarli verso la vittoria, insieme alla professoressa Ornella Moro, la coreografa Cristina Fait, insegnante di hip hop al Cdm.

Intervista a Cristina Fait Raccontaci com'è andata questa esperienza come coreografa alle Olimpiadi della Danza
Questo è il terzo anno che seguo in qualità di coreografa la scuola media "Damiano Chiesa" per le Olimpiadi della Danza. Ho gareggiato con loro la prima volta nel 2009, e in quell'occasione ci siamo classificati al 2° posto. Già allora avevo capito che mi sarei trovata a mio agio con ragazzi -un gruppo attivo, vivace, volenteroso- e con l'insegnante di educazione fisica Ornella Moro. E' stata proprio lei a cercarmi per questo progetto. Ci conoscevamo già perchè sua figlia è mia allieva al corso di hip hop ormai da 3 anni. Io e Ornella abbiamo instaurato un feeling collaborativo nell'organizzazione di tutto il lavoro che, con il senno di poi, posso definire "vincente".

E com'è stato lavorare con i ragazzi?
Alcuni ho avuto modo di vederli crescere dalla I alla III media e devo dire che così come sono cresciuti loro, grande è diventata anche la loro passione per la danza, tanto da contagiare un numero sempre maggiori di studenti: quest'anno gli iscritti al laboratorio di danza erano addirittura 70 e la professoressa Moro ha dovuto, suo malgrado, selezionare "solo" 44 ragazzi per le Olimpiadi della Danza. Abbiamo lavorato insieme per 9 intensissime lezioni ed ogni singolo minuto delle 2 ore settimanali è stato sfruttato al meglio.

Qual è stata l'idea geniale che vi ha fatto vincere le Olimpiadi?
L'idea che abbiamo voluto rappresentare si intitola "Sliding Doors" -ispirata all'omonimo film- laddove  si voleva appunto raccontare che la vita può cambiare scenario a seconda degli eventi accidentali in cui ci si imbatte. Oltre ad aver elaborato una coreografia a tema, ci siamo improvvisati anche scenografi: Cristina Faitabbiamo costruito le porte scorrevoli della metropolitana come simbolo e linea immaginaria di confine tra due realtà opposte e vissute in base al  fatto di essere riusciti a prendere il treno o meno (proprio come nel film). I due mo ndi che si contrappongono sono l'uno quello colorato, vivo e frizzante coreografato con sequenze di hip hop, lockin e breakdance, e l'altro un mondo più grigio, conformista e monotono, classico delle città più frenetiche, al quale abbiamo dato uno stampo cinico con musiche e movimenti meccanici e ripetitivi.

Come hai vissuto il giorno della gara?
Quando arriva finalmente il momento di esibirsi l'augurio più grande è che il lavoro svolto venga rappresentato al massimo delle possibilità e l'emozione è tantissima. Onestamente non avevo nessun tipo di aspettativa riguardo all'esito della gara perchè avevamo già vinto nel 2010 e poi durante la finale nazionale a Brescia eravamo riusciti a portare a casa un bel 2° posto con enorme soddisfazione. Quest'anno, pur consapevole di aver realizzato un buon lavoro, non credevo che saremmo riusciti a fare il "bis"... e invece mi sbagliavo! La grinta dei ragazzi, la loro dedizione, il fatto di credere in quello che avevamo imparato e il divertimento che hanno trasmesso durante l'esibizione, evidentemente hanno formato una miscela esplosiva che ha permesso loro di meritare il gradino più alto del podio per la 2^ volta. E, vorrei aggiungere, la giuria ha saputo riconoscere nella nostra coreografia la presenza di una buona tecnica della danza hip hop e questo ha fatto la differenza nel punteggio assegnatoci rispetto agi altri gruppi, pur ottimi avversari in quanto a impegno, bravura, fantasia ed entusiasmo.