Dopo mesi di intense lezioni al CDM - Centro Didattico MusicaTeatroDanza di Rovereto, gli allievi del corso di teatro sono pronti per esibirsi sul palcoscenico e dare prova delle loro capacità. Sabato 29 maggio, al Teatro Santa Maria di Rovereto, andranno in scena quattro spettacoli teatrali di fine anno che rappresentano un momento fondamentale per gli allievi, ai quali viene offerta la possibilità di esibirsi dal vivo davanti a degli spettatori. Sarà questa per loro l'occasione di passare dalla dimensione didattica, ampiamente sperimentata durante le lezioni al CDM, a quella dello spettacolo vero e proprio, dove tutto avviene finalmente su un palcoscenico di fronte a degli spettatori.
Gli spettacoli in dettaglio:
- ore 15.30: "Pinocchio con gli stivali", con gli allievi del corso di teatro per bambini: Eleonora Lamperti, Gabriele Demattè, Pietro Frisinghelli, Martina Angheben, Claudia Barelli, Sara Wegher, Stefano di Matteo Regia di Cinzia Scotton
"Io mi trovo bene come burattino e non voglio diventare un ragazzo nè perbene nè permale!" Per non diventare un "ragazzino perbene", Pinocchio scappa dal Capitolo Trentasei del libro di Collodi e tenta una nuova avventura.. infrange le regole della buona creanza e cerca di intrufolarsi in favole che non gli appartengono come "Cappuccetto Rosso", "Cenerentola", "Il Gatto con gli stivali", ma...
- ore 17.30: "Ah non so...boh", con i ragazzi dell'Assocazione Siminore Onlus: Demetra Vettori, Elena Buda, Giacomo Dossi, Kainat Haider Raja, Karima Saad, Martyna Bienkowska, Paolo Andreolli, Sebastiano Kiniger e Adriana Berti Regia di Annalisa Morsella
Mosaico teatrale di testi e azioni prodotte dai ragazzi che rappresentano a modo loro il tema della "scelta".
- ore 20.00: "Io sono Peter Pan", con il laboratorio teatrale Vallarsa: Angheben Camilla, Angheben Fabiola, Asfeller Mirella, Bergamo Angelica, Bergamo Sofia, Cornali Lisa, Gasperini Giada, Iseppi Eleonora, Martini Ornella, Nave Stefano, Pezzato Gloria, Pezzato Mattia, Pezzato Sabrina, Stoffella Graziano e Zuilian Marco Regia di Annalisa Morsella
Tu sarai certissimo di non aver mai tentato di fuggire, ma torna indietro col pensiero, intensamente, premendoti le mani sulle tempie, e ricorderai con chiarezza il tuo infantile desiderio di tornare alle cime degli alberi, e con questo ricordo ne verrano altri; per esempio quella volta che nel letto hai progettato di fuggire appena tua madre si fosse addormentata e quell'altra in cui lei ti afferrò a metà strada su per la finestra. Tutti i ragazzi avrebbero memorie di questo genere se si premessero le mani sulle tempie, perché, essendo stati uccelli prima che esseri umani, sono naturalmente un po' selvaggi nelle prime settimane di vita; e quel pizzicoro alle spalle, dove prima avevano le ali è il motivo per cui piangono spesso...
- ore 21.30: "Macbeth e il suo doppio", con gli allievi del corso di teatro per adulti: Adriana Modena, Chiara Tomio, Elisabetta Pedrini, Elisaveta Ugrinova, Marta Raffaelli, Morena Bertollo, Paolo Corsi, Silvana Gottardi, Valentina Brentegani, Valeria Occelli Regia di Annalisa Morsella
Lo spettacolo finale, "Macbeth e il suo doppio", è liberamente tratto da The Tragedy of Macbeth di William Shakespeare, tragedia composta e rappresentata nel 1606. Si tratta dell'opera più breve del celebre scrittore inglese ed insieme la più terrificante; l'autore, infatti, seguendo i modelli della cosiddetta tragedia senechiana, rappresenta direttamente sulla scena uccisioni e mostruosità. Lo spettacolo si concentra sull'introspezione psicologica, guadagnando un'originalità che un normale testo "liberamente tratto" avrebbe avuto difficoltà a far propria, schiacciato dal confronto con l'originale. Qui la prospettiva è capovolta ed il punto di partenza è esattamente la fine, quando i destini sono compiuti: Macbeth, ormai morto e sepolto, viene risvegliato dalle streghe e costretto a rivivere la sua terribile avventura, con una sofferenza acuita dalla consapevolezza di non poter mutare gli eventi, né sottrarsi ai tormenti già vissuti ed ora addirittura amplificati. Nel loro gioco le streghe si divertono, con inaudita perfidia tutta femminile, a ricreare attorno a Macbeth personaggi e contesti, guardandosi bene, a loro volta, dall'intervenire a modificare alcunché, affinché l'epilogo non muti di una virgola, ma sia per quanto possibile ancor più doloroso. Per Macbeth, già costretto a rivivere la sua sofferenza, sarà come morire una seconda volta, suggerendo l'idea di ciò che potrebbe essere un'autentica pena infernale.
Ingresso libero e gratuito.
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